Il Modello di Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01
Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa a carico di società, associazioni e altri enti anche privi di personalità giuridica, che si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito.
La responsabilità amministrativa degli enti rappresenta un “tertium genus” di responsabilità rispetto a quella civile, di natura sostanzialmente risarcitoria e/o restitutoria, e rispetto a quella penale che, in base al principio “societas delinquere non potest”, può attingere esclusivamente la persona fisica autrice del reato.
Quando si configura la responsabilità dell’ente?
Al verificarsi di 3 presupposti:
- Quando viene commesso uno dei reati previsto agli artt. 24 e ss. del d.lgs. 231/2001, che costituiscono il c.d. “catalogo dei reati-presupposto”. Tra essi:
- reati contro la Pubblica Amministrazione: indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno allo Stato o di un ente pubblico, concussione, corruzione;
- reati contro la fede pubblica: falsità in monete, carte di credito e in valori di bollo;
- reati societari: false comunicazioni sociali e falso in prospetto;
- reati contro la personalità dello Stato: delitti con finalità di terrorismo o di eversione all’ordine democratico;
- reati contro la personalità individuale;
- reati finanziari: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione di mercato;
- reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro: omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commesse con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro;
- reati in materia di riciclaggio e ricettazione;
- reati informatici/ delitti contro industria e commercio / delitti in materia di diritto d’autore.
- Quando tali reati siano stati commessi da:
- soggetti apicali
- persone sottoposte alla direzione e vigilanza dei soggetti apicali.
- Quando tali soggetti abbiano commesso tali reati nell’interesse o vantaggio dell’ente.
La responsabilità amministrativa degli enti può portare a:
- sanzioni pecuniarie
- sanzioni interdittive che condizionano l’attività quotidiana dell’impresa mettendo a rischio l’immagine della società e il rapporto con gli investitori.
Come evitare la responsabilità?
Adeguandosi al modello di organizzazione previsto dal d.lgs 231/2001, che contempla una forma di esonero di responsabilità per le società che:
- si dotano di un adeguato MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO volto a prevenire il rischio di commissione dei reati-presupposto.
- nominano un ORGANISMO DI VIGILANZA che garantisca l’applicazione, il rispetto e l’aggiornamento delle regole definite dal Modello stesso;
- provano che il reato sia stato commesso ELUDENDO FRAUDOLENTEMENTE i modelli.
- provano che non vi è stata OMESSA VIGILANZA da parte dell’organismo preposto.
Se il modello viene adottato dopo la commissione del reato, la società potrà in ogni caso beneficiare dall’esenzione da alcune sanzioni più gravi o, comunque, di una riduzione delle sanzioni.
Adottare il Modello 231
1. Mappatura del rischio
Il presupposto fondamentale per delineare un solido Modello di Organizzazione consiste nell’individuazione delle attività a rischio-reato, in modo tale da conoscere le aree sensibili su cui intervenire.
A tal fine è necessario realizzare una mappatura delle attività sensibili a rischio-reato, il cd. Risk Assessment, che si concretizza in un documento in cui, per ciascuna attività a rischio individuata, vengono definiti esempi di “attività sensibili”, funzioni aziendali coinvolte, possibili reati connessi, possibili finalità di realizzazione del reato, esempi di possibili modalità di realizzazione dei reati e processi aziendali potenzialmente associabili ai reati.
2 – Modello di Organizzazione personalizzato
Dopo la valutazione del rischio, l’impresa verrà assistita con sicurezza alla predisposizione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo personalizzato e calibrato sul proprio assetto organizzativo aziendale, che si compone di:
- una parte generale, riporta le linee fondamentali del d.lgs. n. 231/2001;
- una parte speciale, dedicata alla prevenzione dei singoli reati;
- ulteriori protocolli comportamentali specifici;
- il Codice Etico, che identifica i principi generali di una corretta etica aziendale.
3 – Organismo di Vigilanza
Per assicurare il concreto funzionamento del modello è istituito un Organismo di Vigilanza, autonomo e indipendente, che:
- viglia sull’osservanza del Modello e sulla sua effettiva attuazione.
- monitora la sua validità, adeguandolo ai mutamenti legislativi e alle modifiche della struttura aziendale.
- pianifica o assicura lo svolgimento di attività di informazione e formazione sui principali contenuti del Modello Organizzativo.
- organizzare attività di audit periodiche per rilevare una possibile commissione di reati rilevanti ai sensi del d.lgs 231/2001.
